Welfare e sicurezza
La pressione mediatica del tema criminalità sui media italiani influenza in modo evidente le strategie pubbliche di sicurezza, chiamate a contrastare sia i fenomeni che un clima diffuso di insicurezza che da questi discende. Questa responsabilità, che grava sulle pubbliche amministrazioni - soprattutto locali - le costringe a lavorare in un clima di perenne emergenza ed allarme sociale, a causa del quale gli amministratori faticano a progettare azioni idonee di prevenzione, prediligendo iniziative rapide, visibili e più efficaci dal punto di vista politico. In questo scenario, la nuova politica di sicurezza urbana, elaborata nel pacchetto sicurezza 2008, aumenta il senso di emergenza ed i poteri di intervenire in modo straordinario per gestire fenomeni che di straordinario hanno gran poco.
I dati, sia oggettivi che soggettivi, mostrano infatti che i reati sono in calo e che, dopo la campagna elettorale del 2008, il tema sicurezza non è più una priorità per i cittadini, preoccupati dalla crisi economica e dalla tutela del proprio reddito. Nonostante i dati, tuttavia, le ordinanze dei sindaci che puniscono, in modo preponderante, comportamenti di ridotto allarme sociale posti in essere dai giovani o dagli stranieri, sembrano incontrare il favore dei cittadini, pur approfondendo così le dinamiche di esclusione sociale e la tensione tra chi è buono e chi sbaglia. Le misure di protezione situazionale e sanzionatorie, che accompagnano tali misure, possono essere efficaci nel breve periodo per spostare specifici problemi da un punto, ma sono inadeguate nel ridurre i fenomeni e nel coltivare un clima di fiducia e sicurezza nel medio e lungo periodo. Per raggiungere questi risultati è necessario un approccio integrato delle politiche per la sicurezza, in cui le politiche orientate ad un miglioramento della coesione sociale ed alla convivenza pacifica producono un minore senso di insicurezza, minori richieste di servizi pubblici, una diminuzione dei comportamenti antisociali, restituendo un ruolo di primaria importanza alle amministrazioni locali nella gestione del territorio che non si traduca in attività di polizia.
Il gruppo di lavoro Welfare e Sicurezza esplora il concetto di governance locale per la sicurezza, considerando che il raggiungimento di elevati livelli di sicurezza percepita è frutto dell’azione congiunta dei diversi attori che debbono o possono dare un contributo al processo di attuazione delle politiche che perseguono tale obiettivo.
A questo scopo, si propone un approccio alle politiche sociali orientato allo sviluppo della coesione sociale e dei diritti di cittadinanza, con il fine di accrescere il benessere sociale, di favorire la convivenza, di migliorare la qualità della vita e di garantire la partecipazione ai diritti di tutti, con speciale attenzione ai soggetti socialmente e culturalmente più vulnerabili.
Da tale approccio, si sviluppano modelli di progettazione e valutazione delle politiche sociali in chiave di coesione e sicurezza nel territorio. L'analisi degli interventi sociali e dei valori che ispirano le politiche sociali evidenzia la volontà di promuovere la sicurezza come uno stato di benessere, in termini individuali e collettivi. Un punto di vista che non vuole trasformare le politiche sociali in politiche di sicurezza, ma che riconosce l'importanza del benessere sociale nella costruzione del sentimento di sicurezza.
Definizioni concettuali
WELFARE
Si definisce il welfare come il benessere di un individuo o di una comunità e lo sviluppo delle capacità di soddisfare i propri bisogni in un contesto di solidarietà e fiducia.
SICUREZZA
La sicurezza è definita come “un bene universale essenziale che coincide con la possibilità percepita di realizzare il benessere individuale e collettivo attraverso il soddisfacimento dei bisogni fondamentali dell’essere umano, da quelli fisiologici a quelli psicologici, e la certezza dei diritti”.
GOVERNANCE
Il concetto di Governance implica l’idea che il raggiungimento di un obiettivo è frutto dell’azione autonoma, ma non isolata, dei diversi attori che debbono o possono dare un contributo al processo di attuazione delle politiche che perseguono tale obiettivo.
COESIONE SOCIALE
La coesione sociale definisce un ambiente ideale in cui i cittadini condividono un sentimento d’appartenenza ed inclusione, partecipano attivamente agli affari pubblici, riconoscendo e tollerando le differenze, godendo di una relativa equità nell’accesso ai beni e servizi pubblici e nella distribuzione del reddito e della ricchezza.
