Terrorismo
Il gruppo di lavoro sul terrorismo partecipa a progetti di ricerca internazionali sull'analisi del fenomeno, e le vulnerabilità del nostro sistema di fronte alle minacce.
Nel 2008 i ricercatori di RiSSC hanno partecipato alla ricerca internazionale "Border Security in the Al-Qaeda Era", diretta da John Winterdik del Royal Mount College - Canada, pubblicata nel 2009.
Definire il terrorismo
Dal latino terrere (spaventare). Secondo la definizione elaborata dalle Nazioni Unite1 ogni atto costituisce terrorismo nel caso lo stesso sia finalizzato alla morte oppure a seri danni verso civili o non combattenti, con l’obbiettivo di intimidire una popolazione oppure costringere un governo o un’organizzazione internazionale a compiere oppure ad astenersi dal compiere determinate azioni.
In modo simile, la Decisione Quadro2 dell’Unione Europea sulla lotta contro il terrorismo del 2002 definisce il terrorismo in termini di gravi atti criminali contro le persone i quali, data la loro natura o contesto, possono colpire seriamente uno stato oppure un’organizzazione internazionale e a seconda dei casi risultano finalizzati: ad intimidire fortemente una popolazione; a costringere ingiustamente un governo o un’organizzazione internazionale a compiere oppure ad astenersi dall’eseguire una determinata azione; alla destabilizzazione o alla distruzione delle fondamenta politiche, costituzionali, economiche o delle strutture sociali di uno stato o di un’organizzazione internazionale.
Gli atti terroristici sono calssificabili in internazionale ed interno, islamico, etno-nazionalista e separatista, terrorismo rosso di estrema sinistra oppure nero di estrema destra (v. ad esempio il Terrorism Situation and Trend Report3 (2007) dell’Unione Europea o il rapporto del Ministero dell'Interno).
La minaccia terrorista di Al-Qaeda
Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, il terrorismo di matrice islamica diviene una minaccia visibile all’opinione pubblica mondiale. Tali eventi rappresentano di fatto un punto di discontinuità riguardo l’inviolabilità degli Stati Uniti e l’inizio di una nuova epoca, caratterizzata da una importante crisi economica, nella quale i diritti delle persone vengono di fatto subordinati alle esigenze di sicurezza nazionale. Gli attentati ai trasporti di Madrid dell’11 marzo 2004 e di Londra il 7 luglio 2005 coinvolgono direttamente l'Europa, spingendo verso politiche di lotta al terrorismo sempre più radicali. Oltre alla compressione dei diritti, infatti, la spesa pubblica per la difesa e la sicurezza aumentano notevolmente, sia per supportare le operazioni militari in Afghanistan e in Iraq che per riformare i sistemi di sicurezza nazionali. Infine, a livello culturale, l’11 settembre riaccende in modo evidente il dibatto sul confronto tra stati occidentali e paesi islamici, da sempre percepiti come luoghi di culture e modi di vivere totalmente diversi. A tal proposito, divengono cruciali e attuali le numerose problematiche legate alla convivenza nelle città, dove la presenza di culture eterogenee conduce talvolta a diversi episodi di intolleranza.
Terrorismo Islamico contro l’Italia dopo l’11 settembre 2001
Gli attacchi terroristi di matrice islamica che hanno colpito direttamente cittadini italiani sono l’attentato di Nassiriya (12 novembre 2003), un attacco suicida contro il quartiere militare dei carabinieri nella città irakena di Nassiriya ed il rapimento di quattro agenti di sicurezza privata in Iraq (Umberto Cupertino, Maurizio Agliana, Salvatore Stefio e Fabrizio Quattrocchi, quest’ultimo ucciso il 15 aprile 2004). In entrambi gli episodi sono stati coinvolti militari o para-militari italiani operanti all'estero, mentre nessun attacco ha avuto luogo nel territorio italiano, nonostante le numerose minacce. Le attività di intelligence hanno portato in questi anni all’arresto e all’espulsione di alcuni Imam sospettati di essere membri di organizzazioni terroristiche o di incitare al terrorismo (leggi l'articolo del Corriere del 2/12/2008).
Secondo i dati di Eurobarometro, dopo la grande paura del 2002, gli italiani non sono più spaventati dal terrorismo: la percentuale degli italiani preoccupati da questa minaccia è sccesa infatti dal 92% (dicembre 2001) al 1% (Autunno 2008). Per gli italiani, i maggiori problemi attuali sono, in ordine decrescente: l'inflazione, la situazione economica, la disoccupazione, le tasse, la criminalità, l'immigrazione.
Uno dei primi studi italiani sulle modalità di finanziamento al terrorismo internazionale è stato realizzato, nel 2002, dalla Guardia di Finanza. La versione in italiano è disponibile nel sito della GdF.
Sicurezza delle frontiere
Gli attentatori alle torri gemelle dell'11 settembre erano cittadini stranieri, entrati negli Stati Uniti attraverso le procedure di immigrazione. L'attentato ha aumentato la tensione sociale verso gli immigrati, quali potenziali terroristi, e le misure anti terrorismo adottate in tutto il mondo occidentale hanno comprtato severe discriminazioni nei confronti dei cittadini stranieri. Le frontiere (terrestri, navali ma soprattutto aeree) sono diventate, psicologicamente, le barriere per intercettare fuori dal territorio nazionale i terroristi, data l'impossibilità di controllare la mobilità dei cittadini all'interno di uno Stato o delle città. Questo ha comportato notevoli miusre di prevenzione situazionale, un inasprimento dei controlli aerei (in particolare), corredato da uno sforzo di individuare soluzioni tecnologiche che siano in grado di individuare i buoni ed i cattivi senza incidere troppo sulla velocità di attraversamento dei controlli.
Strumenti Internazionali
I principali atti dell'Unione Europea
- Decisione Quadro 2002/584/JHA del 13 giugno 2002 sul mandato di arresto europeo;
- Direttiva 2004/36/EC, riguardante la sicurezza dei velivoli stranieri negli aeroporti comunitari;
- Direttiva 2005/60/EC sulla prevenzione dell’uso del sistema finanziario per riciclare il denaro proveniente da attività illegali e destinato al finanziamento di atti terroristici;
- Decisione del 20 settembre 2005, per regolare lo scambio di informazioni e la cooperazione riguardo gli attentati terroristici.
I principali atti delle Nazioni Unite
- Risoluzione 1373 (28 settembre 2001) - stabilisce obblighi per tutti gli stati membri come la criminalizzazione del terrorismo e il suo finanziamento, mentre esorta alla cooperazione internazionale tra forze di polizia, servizi di intelligence e sistemi giuridici;
- Risoluzione1535 (26 marzo 2004) - sostiene il piano di rivitalizzazione del Comitato Contro il Terrorismo e introduce il Consiglio Esecutivo, finalizzato a sostenere le responsabilità del primo;
- Risoluzione 1566 (8 Ottobre 2004) - esorta gli stati a perseguire ed estradare chiunque supporti attività terroristiche o partecipi alla realizzazione dei relativi schemi, mentre obbliga le nazioni a rispettare i diritti umani riconosciuti a livello internazionale;
- Risoluzione 1624 (14 settembre 2005) - invita tutti gli stati ad incrementare il livello di sicurezza relativo ai confini internazionali, per esempio attraverso lo screening dei terroristi e procedure legate alla sicurezza dei passeggeri.
Note
1 Follow-up del Millenium Summit: In larger freedom: towards development, security, and human rights for all. Report del Segretario Generale. Disponibile all’indirizzo: http://daccess-ods.un.org/TMP/5295549.html
2 Disponibile all'indirizzo http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2002:164:0003...
3 Disponibile all'indirizzo www.europol.europa.eu/publications/EU_Terrorism_Situation_and_Trend_Repo...
