Sicurezza urbana
Il gruppo di ricerca sicurezza urbana si occupa di analizzare i contesti urbani dal punto di vista situazionale, sociale ed amministrativo, nei quali i cittadini possono realizzare il loro pieno sviluppo (cfr. art 3 Cost.) individuale e comunitario, superando la paura dei crimini e dei criminali. Questo concetto di sicurezza urbana tenta di superare il modello negativo di "ordine e sicurezza pubblica", già contenuto nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza del 1931,1 basato sull'assenza di violazioni delle norme, a favore di un modello positivo di presenza di contesto adeguato a gestire la paura. La sicurezza urbana è, in questa visione, un modello di tutela dei diritti e di costruzione di opportunità.
Nel Manifesto di Saragozza sulla Sicurezza Urbana e la democrazia, sottoscritto dai membri del Forum Europeo per la sicurezza urbana, gli amministratori locali hanno riconsciuto il dovere di garantire un "ambiente sicuro ai propri concittadini e di favorire la coesione sociale". La sicurezza urbana non si occupa dell'individuo in quanto autore o vittima di un reato, cioè l'interiorità della persona, ma del contesto nel quale gli individui si trovano a vivere e delle relazioni che vi si instaurano, la loro esteriorità.
L'insicurezza urbana
I problemi di sicurezza urbana discendono dalla riduzione dei diritti e dalla difficoltà di realizzare il pieno sviluppo di ogni individuo. Rientrano nel primo gruppo tutti quei fenomeni che incidono negativamente sulla condizione di un cittadino, il suo status quo, a causa della compressione, della perdita o della violazione di un diritto o di un interesse. Si può parlare di tutela dell'esistente. Per quanto riguarda il contesto situazionale i problemi sono, ad esempio, i fenomeni di aggressione o di appropriazione qualificati come reati, i comportamenti incivili, i fenomeni di degrado/disordine urbano (Braccesi, 2005). Nel contesto sociale, l'insicurezza si genera a causa del deperimento o perdita della coesione sociale, fatta da reti di fiducia, solidarietà e partecipazione (Sabatini, 2007). Questo dipende sia dalla struttura e dalla composizione della società, sia dai mutamenti socio-demografici in atto, ma anche dall'influenza dei media, che possono creare o distruggere fiducia e paura. Infine, i problemi di sicurezza legati al contesto amministrativo sono legati all'azione pubblica, che tramite l'operato del governo centrale, dei governi locali, e le politiche di sicurezza e di prevenzione (ove esistenti), allarga o comprime i diritti e gli interessi legittimi acquisiti dai cittadini. Ad esempio, la riduzione dell'accesso ai servizi pubblici, o il mancato riconoscimento dello status di cittadino "normale" agli stranieri.
Il secondo ambito di sicurezza urbana si lega non tanto allo status quo di ogni cittadino, quanto alla sua possibilità di progredire e di realizzare il pieno sviluppo, raggiungendo il benessere. Si parla di creazione di opportunità o di soddisfazione dei bisogni. Le minacce legate a questo tipo di sicurezza influiscono principalmente sui sentimenti soggettivi di insicurezza, perchè legate alla percezione di poter tutelare i propri diritti e di poter soddisfare i propri bisogni in prospettiva temporale. Questo vale in tutti e tre i contesti espressi: nel contesto situazionale (riqualificazione degli spazi, qualità degli ambienti pubblici e privati, servizi, manutenzione...), nel contesto sociale (politiche di prevenzione e di inclusione, rafforzamento delle reti...), sia in quello amministrativo (creazione di opportunità, fornitura di servizi...)
Attività
- individuare fattori di aumento o diminuzione della percezione di insicurezza a livello locale
- analizzare e valutare le politiche di sicurezza implementate a livello locale
- ricercare nuovi modelli e strategie di governance per la sicurezza
- promuovere progetti di riqualificazione situazionale o sociale a livello locale
Le politiche di sicurezza urbana
Il bluff sicurezza (L'Espresso)
Sindaci e sicurezza
L'indagine 2008 sul gradimento dei sindaci, pubblicata annualmente da Il Sole 24 Ore, dimostra chiaramente che i sindaci-sceriffo sono stati i mattatori del consenso popolare.
Il 2008 è stato l'anno in cui il tema criminalità ha conquistato il primo posto nei discorsi politici e sui media in Italia. Il primato, dovuto ad un aumento di reati rispetto al 2007, causato anche da un indulto di dubbia efficacia, e da alcuni episodi di grande effetto mediatico, è stato utilizzato - con grande efficacia - nella campagna elettorale politica e amministrativa, fino a portare alla vittoria la coalizione ed i partiti più determinati nella battaglia per la legalità.
Gli amministratori che hanno saputo cavalcare il tema sicurezza, dimostrando decisione e fermezza contro clandestinità e degrado, sono stati così premiati dagli elettori di destra e di sinistra. Al primo posto si è infatti classificato Flavio Tosi, sindaco di Verona, leghista, ma il gradimento è aumentato anche per Zanonato (che ha installato il muro in Via Anelli e ha ordinato lo sgombero dei giovani avventori dei bar del ghetto), e per Giuseppe Scopelliti, che ha emesso il maggior numero di ordinanze basate sul decreto Maroni.
Diverso il discorso per Leonardo Domenici, primo cittadino di Firenze e presidente dell'ANCI, pioniere nell'uso delle ordinanze a tutela del decoro pubblico. Il suo netto calo di consensi è legato soprattutto alle vicende che lo hanno visto protagonista, in negativo, nella seconda parte dell'anno, per faccende legate a terreni e rapporti non limpidi con alcuni grossi imprenditori.
Guarda la classifica dei sindaci e leggi l'articolo del Sole 24 Ore.
1 "L'autorità di pubblica sicurezza veglia al mantenimento dell'ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura l'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni, nonché delle ordinanze delle autorità; presta soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni." (art. 1 TULPS)