Risultati dell'indagine sulle ordinanze per la sicurezza urbana
La più completa indagine1 sulle ordinanza emesse in base alla legge 125/2008 ha fatto emergere alcuni risultati interessanti:
I dati sulle ordinanze
- il 24% delle ordinanze è stata emanata in comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti
- Il 66,7% delle ordinanze è stata emesso da sindaci di comuni del Nord Ovest e del Nord Est (rispettivamente il 40,3% e 26,4%)
- Le regioni più prolifiche (in percentuale) sono state Veneto, Toscana ed Emilia Romagna
- Il tema maggiormente regolato (16%) è il divieto di prostituzione in aree pubbliche. Seguono i divieti di consumo e di somministrazione di bevande alcoliche (13,6%), vandalismo (10%), accattonaggio molesto (8,4%), abbandono di rifiuti (7,4%)
- Poco più della metà delle ordinanze sono finalizzate a contrastare situazioni che possono verificarsi sull’intero territorio comunale (59%),e ben l’87% delle ordinanze non fissa un termine di scadenza esplicito relativamente ai contenuti delle prescrizioni. Questo pone alcuni dubbi di costituzionalità delle ordinanze
Ordinanze situazioniali, comportamentali e rafforzative
Il rapporto definisce tre categorie di ordinanze.
La prima categoria può essere definita delle “ordinanze situazionali”. Si tratta di provvedimenti che riguardano specifici luoghi della città (edifici dismessi, piazze, strade) oppure particolari eventi (feste, concerti,..). In tutti questi casi lo strumento dell’ordinanza è utilizzato in modo circoscritto e puntuale, per affrontare o prevenire l’insorgere di specifiche criticità. Queste ordinanze si inseriscono nel solco più tradizionale dell’utilizzo del potere di ordinanza, riferibile a contingenze specifiche, temporanee e peculiari.
Le ordinanze comportamentali sono utilizzate per indurre i cittadini a mantenere comportamenti civili e riguardosi nei confronti degli altri e della città stessa.
Le ordinanze rafforzative intendono intervenire su terreni già considerati dalle leggi (si pensi al consumo di droghe, al commercio abusivo, allo sfruttamento dei minori per accattonaggio)
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1 I contenuti del presente articolo sono tratti dal rapporto "Oltre le ordinanze - I sindaci e la sicurezza urbana", pubblicato da Cittalia e ANCI