Rischio e Sicurezza
Definizioni
Col crescere della complessità dei sistemi sociali è senza dubbio inevitabile che si corrano dei rischi maggiori, dei rischi che non è più possibile evitare al livello del comportamento elementare faccia a faccia e neppure collegandoli a pericoli definiti in modo univoco a livello sociale, ma che rendono invece problematica e in termini estremamente vaghi la questione della sicurezza (Luhmann,1970)
Nella percezione del rischio, gli esseri umani agiscono non tanto come individui isolati, ma come esseri sociali, che hanno interiorizzato pressioni sociali e che hanno delegato i processi di decision making alle istituzioni (Douglas e Wildavsky, 1982)
Un’interpretazione individualistica del rischio lo definisce come effetto di determinati stili di vita o di condotte comportamentali, ma è da intendersi anche come l’esistenza di “tensioni” e contraddizioni interne alle società moderne, in cui i sistemi individuali e collettivi di regolazione sono messi a dura prova (Beck 2000; Bucchi 2001).
La consapevolezza e l’assunzione del rischio è data dalla fiducia verso i saperi esperti che regolano la vita quotidiana. Nella ormai acquisita consapevolezza dell’esistenza diffusa di rischi collegati ai comportamenti umani, i soggetti adulti sarebbero spinti verso un processo di individualizzazione e che, posti dinnanzi alla necessità di riporre la propria fiducia nei soli sistemi esperti globali, reagirebbero alla crescente sensazione di incertezza chiedendo agli esperti sempre di più, perché questi continuamente si guadagnino la fiducia che pretendono di avere (Giddens, 2002).
Attività
Il gruppo di lavoro "Rischio e sicurezza" promuove iniziative orientate all'analisi della "narrazione sicuritaria" attuale: una modalità comunicativa che enfatizza una definizione di sicurezza, carica di allarmismi. I media narrano episodi di intolleranza, violenza e rischi di ogni genere nella relazione con nuovi e particolari attori sociali, generando una rappresentazione di diffidenza ed ansia. Di conseguenza, le relazioni che si instaurano nello spazio urbano risultano cariche di stereotipi, di desideri di isolamento e scarsa solidarietà.
Si propone di individuare modelli di responsabilizzazione personale e comunitaria riguardo la gestione del rischio nello spazio urbano, mediante attività di sensibilizzazione alla consapevolezza della diversità. E' da tale consapevolezza che nasce la capacità di scelta, di inclusione e convivenza solidale.
Attività di formazione ed analisi vengono organizzate per l'area minorile e giovanile, con gli obiettivi di partecipazione progettuale e decisionale, al fine di affrontare le problematiche e le potenzionalità locali nella gestione del rischio percepito e vissuto nel quartiere, nelle aree verdi, nelle zone adiacenti a scuole, locali, centri di aggregazione... .
La metodologia utilizzata è di tipo qualitativo: focus groups, osservazione partecipante ed interviste a testimoni privilegiati sono tecniche che contribuiscono all'individuazione su campo della garanzia di sicurezza offerta dai sistemi di welfare agli attori sociali coinvolti. Inoltre, permettono di indagare la percezione di tutti i protagonisti di situazioni di rischio-non rischio, sicurezza- insicurezza nella loro dimensione quotidiana.
Tematiche
- Rischio, giovani e sicurezza stradale
La lettura dei rischi della sicurezza stradale a partire dalle responsabilità individuali dei cittadini è la caratteristica principale del dibattito pubblico e delle misure di contrasto che vengono attivate. Tuttavia, occorre non dimenticare la dimensione più strutturale dei rischi della mobilità, in cui giocano un ruolo decisivo la spinta all’acquisto di veicoli per la “mobilità privata”, l’alto grado di motorizzazione precoce e la poca attenzione che le istituzioni educative dedicano alla prevenzione degli incidenti (Censis 2003).
- Rischio, giovani e legalità
Cosa associano i giovani alla parola rischio? Qual'è la loro percezione del rischio? E della legalità, delle norme e della trasgressione? Questi interrogativi guidano nuovi percorsi di ricerca che indagano sui sigificati quotidiani che costruiscono le dimensioni del rischio e della legalità, andando oltre alla rappresentazione allarmistica e protezionista dei media. Risultati di focus groups e questionari narrativi evidenziano che i giovani pensano al rischio come spazio di sperimentazione, desiderio e tentativo di mettersi in gioco, consapevoli che l'effetto potrà essere positivo e costruttivo oppure negativo e distruttivo.
- Rischio e convivenza sociale
Esistono oggi numerosi spazi di aggregazione e di transito nei quali il rischio è una dimensione percepita e vissuta. Tra gli spazi di transito, emergono i cosiddetti “non luoghi”: centri commerciali, strade, aeroporti dove si incrocia una moltitudine di attori che non sono in relazione, dove le diversità diventano minaccia e generano enfasi ossessiva sulla sicurezza (Cancellieri, 2007). La convivenza sociale è sempre più regolata dalla "disattenzione civile" (Goffman, 1971) che costituisce uno stato implicito di generica sicurezza sociale. Convivere con l'Altro, che sia un connazionale o che sia uno straniero, attiva dinamiche di inclusione ed esclusione che contribuiscono ad alimentare la percezione del rischio e la sua enfatizzazione.
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| IARD - Ragazzi al volante.pdf | 335.71 KB |
| I rischi della mobilità.pdf | 73.8 KB |
| Comportamento a rischio, mai per caso.pdf | 53.54 KB |
| Rischio e identità a confronto - Colombo.pdf | 191.07 KB |
