Quando il furto di identità sporca la fedina penale... a Firenze, un caso di FURTO DI IDENTITA' CRIMINALE

Ieri sera il Senato ha approvato il Disegno di legge in materia di prevenzione del furto di identità e oggi, due casi, diversi ma entrambi gravi, confermano l'estrema attualità di questo fenomeno.

Come riportato oggi dal sito del quotidiano La Stampa, due romeni sono stati arrestati con l'accusa di aver clonato oltre 150 carte di pagamento, di credito e di debito, con le quali avevano prelevato circa 1 milione di euro, in poco più di un mese. L'arresto è scattato grazie alla segnalazione di una vittima che, ricevuto un SMS che lo avvisava dell'avvenuto prelievo di denaro dal suo contro presso un ATM della zona, ha contattato le forze dell'ordine.

Il furto di identità realizzato attraverso le frodi in danno delle carte di pagamento è forse la tipologia più nota e conosciuta tra i crimini di identità; esistono però altre fattispecie, più diffuse negli Stati Uniti che non in Europa, che hanno un impatto e conseguenze molto più gravi, soprattutto per la vittima. E' il caso, ad esempio, del furto di identità criminale, ovvero l'utilizzo dell'identità altrui per commettere un reato e/o non subire l'applicazione di una sanzione o di una pena.

Sempre il sito del quotidiano La Stampa pubblica oggi un caso emblematico, che conferma due dati importanti: i furti di identità non sono un fenomeno criminale residuale, meno diffuso o meno grave di altri; in secondo luogo, i furti di identità riguardano chiunque ed è estremamente difficile proteggersi, se non si è consapevoli dei rischi.

La vittima del furto di identità criminale si è ritrovato improvvisamente ladro e "titolare" di un mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità tedesche. E' stato arrestato e ha passato 18 giorni in carcere e 30 ai domiciliari.

Il racconto fatto dalla vittima stessa merita di essere riportato, perchè più chiaro di ogni altra descrizione: "Stavo guardando la televisione disteso sul letto e ho scoperto di essere un ricercato. Mi hanno portato via davanti ai miei figli, con i vicini di casa che mi guardavano allibiti. E' un'esperienza che non auguro a nessuno"

Secondo la ricostruzione pubblicata nell'articolo citato: "L'ipotesi più probabile è che si sia trattato di un furto d'identità. Quello che è certo è che nel 2003, in Austria, un uomo viene arrestato e condannato per furto. I documenti lo identificano come Luca Cesaretti, il giardiniere toscano. Schedato con tanto di impronte digitali e dna, l'uomo esce di prigione il 27 gennaio del 2005. Qualche mese dopo, a Monaco di Baviera, viene svaligiata una villetta: il dna repertato dagli inquirenti è lo stesso del ladro finito in manette tre anni prima in Austria. Il 4 maggio scorso, la pretura di Rosenheim spicca un ordine di arresto europeo, che arriva a destinazione il 9 luglio. Quando i carabinieri, una sera, suonano alla porta del Cesaretti"