Madoff, Stanford... la vera natura della criminalità economico-finanziaria
Il "caso Madoff" viene stimato in 50 miliardi di dollari di danni; il nuovo "caso Stanford" viene quantificato in oltre 9 miliardi di dollari... Schemi che, con tecniche in realtà già "criminologicamente note" (è il caso, ad esempio, dei Ponzi scheme), compongono un complesso gioco di schemi piramidali che, se all'inizio sembrano funzionare perfettamente (ovvero tutti guadagnano... e tanto!), quando il numero delle persone coinvolte aumenta (ovvero si allarga sempre più la "base della piramide") cominciano a vacillare, fino a collassare tragicamente, travolgendo chiunque abbia creduto all'illusione di guadagni "facili", tanto consistenti quanto illusori. Guadagni frutto di speculazioni creative di una finanza senza scrupoli.
Come sottolineato dal Sole24Ore, "la Sec, la polizia federale per la finanza, tra il 2008 e il 2009 ha scoperto quasi 30 frodi di questo tipo per un danno superiore ai 60 miliardi di dollari. Madoff ha realizzato quella più eclatante. Robert Allen Stanford la più recente. Ma esistono decine di casi simili".
Per troppo tempo la criminalità economico-finanziaria è stata sottovalutata, in qualche modo considerata meno importante e prioritaria ad esempio della cosiddetta sicurezza urbana, perchè i "soldi" valgono meno di altri valori ed interessi. Niente in contrario, in linea di principio, ma i casi più recenti e la situazione attuale di crisi dovrebbero finalmente far emergere la vera natura dei "reati economici": le perdite che causano non sono solo economiche e possono travolgere tanto il singolo quanto l'intera collettività.
I disastri finanziari, la corruzione, la commistione con il crimine organizzato, il riciclaggio di denaro sporco, la truffa, gli appalti "truccati", la criminalità ambientale, il favoreggiamento alle attività di traffico: sono solo alcuni esempi della portata della criminalità economico-finanziaria.
Forse varrebbe la pena di iniziare a riflettere su un aspetto in particolare: privare una persona (e una intera collettività...) della certezza dei suoi risparmi, della sua "tranquillità economica", della fiducia nel futuro, della possibilità desiderare e di progettare il suo futuro, della certezza di vivere in una società basata sulla legalità e sulla trasparenza, non vuol dire forse privarlo della sua vita?