La precarietà economica (32%) batte la criminalità
Secondo un articolo del Corriere della Sera, le attuali preoccupazioni degli italiani sono rivolte alla crisi economica più che alla sicurezza. La notizia, pubblicata oggi, conferma come il sentiment rilevato tramite questo tipo di indagine sia poco realistico. Anzitutto per il campione, che rappresenta lo 0,006% della popolazione italiana. Secondo, come hanno rilevato Diamanti e Bordignon nel II rapporto "La Sicurezza in Italia", sembra che le paure delle persone rilevate nelle indagini cambino con estrema rapidità, come è successo rispetto alle paure verso i Rom prima e dopo le elezioni del Comune di Roma. Le spiegazioni possibili sono due: un difetto nello strumento di rilevazione, che orienta le risposte, o un limite nel dato rilevato. Si può ipotizzare che le risposte date al telefono si basino sulle ultime informazioni percepite, soprattutto attraverso i media, più che sulle insicurezze effettive. In questo senso, la paura dei Rom può essere fondata su una sottesa preoccupazione di vedere sottratti i beni dalla propria abitazione, o dal timore per la propria incolumità fisica, accentuata dal clamore mediatico.
Da qui il "sorpasso" della paura per la crisi economica sulla criminalità: tuttavia la riflessione ci spinge a chiederci quali siano le paure veramente radicate, e quali le cose che "spaventano" in un determinato momento ma scompaiono con il venir meno delle condizioni (anche virtuali) che le hanno generate.
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