Crimini informatici
L'area tematica "crimini informatici" comprende i seguenti ambiti di ricerca:
- l'analisi dei fenomeni criminali (computer crime, computer-related crime, computer-facilitated crime) correlati alla diffusione delle nuove tecnologie di informazione e comunicazione (ICT)
- l'analisi delle interdipendenze tra crimini informatici, l'utilizzo di Internet e altri fenomeni criminali (es. finanziamento al terrorismo, riciclaggio di denaro sporco...)
- lo studio delle dinamiche della pedo-pornografia e della pedofilia e delle modalità di utilizzo di Internet per finalità di adescamento dei minori e di scambio di materiale illegale
- lo sviluppo e la partecipazione ad iniziative e progetti di in-formazione e sensibilizzazione sulla tutela dei minori durante l'utilizzo di Internet e sulla "navigazione sicura"
- lo studio delle modalità di violazione della proprietà intellettuale attraverso la Rete e delle diverse soluzioni di tutela da un lato e di promozione della cultura, del sapere e dello scambio di informazioni dall'altro
- lo studio dei crimini informatici in ambito aziendale, delle correlazioni con le frodi occupazionali e degli strumenti di tutela
- l'analisi dei rischi per la sicurezza personale e delle informazioni correlate ai nuovi strumenti di comunicazione e aggregazione in Rete (es. social networks)
- i modelli di e-commerce, la sicurezza dei sistemi di pagamento via Internet e i rischi della cashless society
- le iniziative e le attività di prevenzione e contrasto ai crimini informatici in ambito internazionale, europeo e nazionale
- il furto e le frodi di identità via Internet
Nuove tecnologie e rischi criminali
I crimini informatici sono un ambito di analisi molto vasto e complesso, ma ricco di spunti estremamente interessanti per la ricerca criminologica.
Fondamentalmente, la diffusione delle nuove tecnologie - e non solo di Internet... - ha innescato un duplice meccanismo: da un lato sono venute a crearsi nuove opportunità criminali e, di conseguenza, fattispecie e profili di rischio tipici ed esclusivi del contesto virtuale; dall'altro, i comportamenti e gli schemi criminali per così dire "tradizionali", sono stati in molti casi facilitati e hanno avuto, quindi, un incremento tanto repentino, quanto difficile da contrastare.
Infatti, di fronte alla rapida evoluzione di molti fenomeni criminali e alla loro intrinseca natura di crimini sempre più transanzionali (basti pensare alle frodi in danno delle carte di credito realizzate nell'ambito dell'e-commerce), le autorità legislative e le forze di polizia hanno a disposizione in prevalenza strumenti non solo marcatamente nazionali (l'esempio chiave è quello del diritto penale), ma anche inadatti, perchè prevalentemente nati per il contesto fisico e, quindi, non in grado di fronteggiare una minaccia diffusa, capace di evolvere repentinamente e di coinvolgere contestualmente non solo più Paesi, ma anche più autori.
Proprio il profilo soggettivo dei "criminali" ha avuto una evoluzione significativa e peculiare, a seguito della diffusione delle nuove tecnologie; infatti, la Rete sembra aver avviato una sorta di "democratizzazione" sia del crimine sia delle motivazioni per cui viene commesso. Vale a dire che vi sono alcune forme di abuso di Internet e delle nuove tecnologie che coinvolgono massicciamente proprio i cosiddetti "insospettabili", in contrapposizione ai criminali "di professione". C'è soprattutto chi "lo fa per soldi" e decide di "buttarsi" perchè "il rischio di essere identificato" (tecnicamente, il cd. rischio di law enforcement) è percepito come residuale (...anche se, in realtà, le tracce telematiche sono molto più difficili da "ripulire"...), ma c'è anche chi viola le regole perchè difende la libertà delle idee e di comunicazione, ha sentimenti di odio, rancore, razzismo, xenofobia..., vuole "testare" le proprie capacità informatiche... In altre parole, c'è un universo variegato e sconfinato di comportamenti e convinzioni che alimentano quotidianamente il "lato oscuro" delle tecnologie e soprattutto di Internet.
Alcuni "numeri" del fenomeno, con riferimento all'anno 2008 e alle previsioni per il 2009, sono contenuti nel Rapporto di AIRC (gennaio 2009).
Tutti online... grazie ai social networks!
La diffusione e il sempre crescente utilizzo dei social networks e dei blogs da parte degli utenti della Rete sta cambiando il modo in cui vengono usate sia la stessa Internet sia la posta elettronica. Lo conferma un recente studio (marzo 2009) di Nielsen (Global Faces and Networked Places: A Nielsen Report on Social Networking’s New Global Footprint) che ha analizzato le abitudini online in nove Paesi, Italia compresa.
Nel 2008, le community create attraverso i social network hanno attratto - a livello globale - il 67% dei navigatori, in aumento del 5,4% rispetto al 61% del 2007. Sembra che, quotidianamente, almeno 3 internauti ogi 10 si colleghino a Facebook... In Italia la tendenza ricalca il dato mondiale, con un balzo in avanti del 9% e il doppio del tempo dedicato alla navigazione nei social networks...
Insomma, una Rete di seconda generazione... tutta da studiare anche nelle possibili - e inevitabili - implicazioni criminali...
Una sintesi dei risultati è disponibile su The Guardian
La legislazione internazionale in materia di cybercrime
La Convenzione di Budapest sui cybercrime, promossa dal Consiglio d'Europa nel 2001 ed entrata in vigore nel 2004, è lo strumento attraverso cui si sta realizzando l'armonizzazione delle normative nazionali in materia di repressione dei crimini informatici.
Per un'analisi dettagliata dello status delle legislazioni nazionali, si veda il discussion paper redatto dal Prof. Lorenzo Picotti e dal Dr. Ivan Salvadori dell'Università di Verona, realizzato per il CoE, nell'ambito del Project Cybercrime: "National legislation implementing the Convention on Cybercrime. Comparative analysis and good practices"
L'attività di ricerca
L'attività di ricerca si propone di approfondire la conoscenza delle diverse sfaccettature di questo scenario complesso, di identificare gli ambiti e gli strumenti di intervento e di promuovere il confronto e la cooperazione a livello transnazionale. Inoltre, i risultati raggiunti servono per diffondere la conoscenza acquisita e, soprattutto, sensibilizzare ed educare i cittadini e gli utenti della Rete, diversificando i progetti in-formativi a seconda delle esigenze specifiche (in base ad esempio alla loro età, ai rischi correlati alle diverse attività poste in essere in Internet...).
Particolare attenzione è riservata alle iniziative intraprese dagli organismi internazionali e, in particolare, dalla Commissione Europea-DG Information Society. Uno dei ricercatori di RiSSC è esperto valutatore dei progetti presentati nell'ambito del Programma Safer Internet Plus.
Una iniziativa di particolare interesse, realizzata in Italia, per una navigazione sicura dei minori è virtualparent.