Comunità sicura
L'area tematica Comunità sicura approfondisce il ruolo delle comunità nella costruzione della sicurezza, nonchè l'impatto delle politiche pubbliche di sicurezza e di prevenzione nella promozione di cittadinanza attiva e di coesione sociale.
Le attività di ricerca, azione e formazione a livello locale sono finalizzate a fornire elementi (informazione, competenze, valutazione) ai diversi attori per costruire comunità più sicure tramite:
- un maggiore coinvolgimento e responsabilità dei diversi attori sociali (compartecipazione);
- un coordinamento effettivo delle diverse politiche pubbliche verso la comunità (sistema integrato);
- il miglioramento continuo dell'esistente in un’ottica di sviluppo umano e sociale del territorio locale (innovazione).
Le attività si fondano sul presupposto che la prevenzione deve rimanere indirizzata all'approccio positivo di garantire la cittadinanza sociale di ogni individuo (Marshall, 1950), assicurando a tutti pari dignità ed opportunità di realizzarsi all'interno di una comunità, attraverso un set di interventi preventivi che garantiscano a tutti la possibilità di essere cittadini attivi.
In questo senso, il coinvolgimento delle comunità nella costruzione del bene comune contribuisce a ridurre la paura intesa come "ansiety" ossia come preoccupazione per un problema che minaccia la società e come "fear", paura concreta di essere una potenziale vittima di un atto criminoso. Esiste ampio consenso sulla necessità di stimolare la partecipazione attiva dei cittadini per avviare strategie di prevenzione effettive a livello locale. Tuttavia, bisogna analizzare cosa si intende per partecipazione e per prevenzione in ambito comunitario, dato che l'esperienza internazionale e la cronaca nazionale spesso evidenziano iniziative di "giustizia fai da te", in cui privati cittadini si assegnano ruoli di polizia e vigilanza. Tali iniziative di controllo del territorio non solo possono aumentare i conflitti sociali, ma fondano il loro operato su decisioni arbitrarie che pongono in discussione la legittimità delle istituzioni democratiche e la tutela dei diritti. Al contrario, il promuovere e produrre partecipazione discende dal concetto di governance, secondo un modello in cui tutti gli attori, compresi i membri della comunità, sono coinvolti nell'orientare, progettare e valutare le politiche di sicurezza, mantenendo il proprio ruolo e funzioni.
Anche le politiche pubbliche per la promozione sociale possono contribuire alla sicurezza, rispondendo ai bisogni di una comunità che vuole vivere bene (benessere), sostenendo i cittadini nel loro processo di realizzazione, riducendo le disuguaglianze, favorendo l'integrazione e la costruzione di legami sociali.
Infine, i migliori risultati si ottengono quando le numerose risorse già esistenti dedicate alla realizzazione del bene comune sono coordinate in un sistema integrato di cittadinanza attiva.
Attività
Il gruppo di lavoro promuove progetti a livello locale per aumentare le capacità di una comunità nel garantire maggiore sicurezza - reale o percepita - dei propri cittadini, accrescere il capitale sociale e la capacità inclusiva o esclusiva verso gli estranei, valutare i rischi e le potenzialità delle iniziative esistenti per la sicurezza.
Tra le iniziative si considerano due livelli di prevenzione: la prevenzione situazionale, orientata a una serie di interventi rivolti a mutare le condizioni fisico- ambientali che favoriscono il prodursi di reati, i rischi di vittimizzazione e i sentimenti di insicurezza e la prevenzione sociale, consistente in tutte quelle misure finalizzate ad incentivare la qualità della vita, a superare le condizioni di marginalità e disparità sociale.
Inoltre, valuta le strategie pubbliche di prevenzione sociale e di prevenzione precoce ed il loro impatto nella costruzione di comunità sicure. In riferimento ad un territorio particolare, si propone di valutare la progettazione di occasioni di maggiore socialità in zone ritenute a rischio; l'istituzione del vigile di quartiere e delle ronde nello spazio pubblico; l'attivazione di gruppi volontari, associativi e autogestiti, di centri di sostegno delle vittime e di pratiche di mediazione penale.
Articoli sulle ronde
Ronde modello Sicilia (L'Espresso, 11 dicembre 2008)
L'opinione del Ministro Maroni sulle ronde (Il Corriere della Sera, 20 aprile 2008)
La replica di Di Pietro (Il Corriere della Sera, 20 aprile 2008)
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| Sicurezza e Cittadinanza.pdf | 71.97 KB |
